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Come montare una yurta mongola

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Quella che segue è una guida sul montaggio di una nostra yurta.
Mi auguro possa esservi utile.

Primo, per montare una yurta dovremmo essere come minimo in due, ma per yurta dai 6 metri in su è meglio essere almeno in tre o più.
Ok procediamo con valutare al meglio il luogo in cui erigeremo la nostra yurta. Ci serve una superficie sufficientemente piana, una leggera inclinazione può essere sopportata, ma non è certo l'ideale.
Meglio sarebbe cercare o creare uno spazio leggermente rialzato da terra per evitare che la yurta si allaghi durante i forti acquazzoni.
Quindi valutate bene prima, possono bastare pochi centimetri, oppure servire altezze ben maggiori in altri casi.
Se decidete di erigerla sopra una piattaforma (sicuramente la soluzione più ideale) assicuratevi che la piattaforma abbia una sponda o dei fermi, per evitare che i muri eretti non scivolino sulla superficie liscia. Inoltre va tenuto presente che sia nel montaggio e nello smontaggio, ma anche nella manutenzione è necessario poter girare comodamente intorno alla tenda, quindi se la piattaforma è posta in pendenza si necessita di uno spazio per poter camminare intorno alla yurta, lungo la circonferenza della piattaforma.
Non montatela troppo vicino ad alberi alti, all'ombra o ad alberi che possono perdere resine (potrebbero rovinare lo strato esterno della yurta).

La porta va posta tradizionalmente verso sud anche per sfruttare al meglio l'esposizione solare, ma all'occorrenza si può erigerla con la porta nella direzione più adatta al luogo in cui viene eretta.

Vediamo i pezzi e il materiale che compone la yurta che dovremo usare (il minimo che serve).

Struttura yurta smontata

Struttura:
Una corona o ruota o (in mongolo) tonoo
due supporti per supportare ed erigere il tonoo
4, 5, 6 o più muri composti da listelli.
69, 84, 101 o più travetti fatti a lancia che comporranno il soffitto.
una porta con telaio.

Tessuti:
uno strato interno, probabilmente in cotone bianco fatto di due o più pezzi, (sarà la parte a vista una volta all'interno della yurta)
uno strato di feltro composto da due o più pezzi per il soffitto e due o più pezzi per le pareti.
uno strato impermeabile (noi usiamo il migliore tessuto scozzese, impermeabile e traspirante di alta grammatura)
uno strato esterno, solitamente composto da un pezzo unico, serve a salvare il prezioso canvas impermeabile dai raggi UV, e dà il caratteristico colore bianco alla yurta.
Un quadrato o triangolo chiamato urgh che serve per chiudere la corona quando piove e per ancorare la yurta in caso di venti estremamente forti.

Strati tessuto e feltro yurta

Io inizio con tracciare un cerchio del diametro della yurta, con gessetto, oppure gesso o farina se in un prato. Non è necessario ma lo trovo d'aiuto, specialmente se non avete mai montato una yurta prima. In alternativa si pone la corona la centro e si mettono 9-10 travetti nei buchi, ci darà un idea del cerchio.

A questo punto va posta la corona e i suoi supporti all'interno dello spazio dove verrà eretta la yurta.

Prepariamo poi i muri nel posto indicato, specialmente il primo che si unirà al telaio della porta nella parte destra vista da dentro, e quello che chiuderà la struttura unendosi alla parte sinistra del telaio (noi numeriamo i muri in senso orario dal primo sulla destra della porta da dentro in poi). Riconoscerai questi muri dal taglio diverso che hanno ad una delle due estremità, la parte che poserà sulla porta.

Mettete la porta e il telaio nella posizione decisa, poi aprite il muro 1 e due, notate che i muri non sono formati da listelli dritti, ma bensì formerà una curvatura, fate in modo che la parte concava sia rivolta verso l'interno della yurta. Quando il muro sarà aperto e posizionato lungo la circonferenza, questa curvatura farà risultare la parete perfettamente dritta nella sua direzione verticale. Accostate le pareti ed unitele al loro estremo, incastrandole propriamente, quindi procedete a legarle assieme con appositi lacci, questo lavoro si svolge meglio dal'esterno della yurta. Si parte dall'alto e si procede verso il basso. (Guarda la foto per farti un idea sui passaggi del laccio)

legatura muri

Le due pareti adiacenti alla porta dovrebbero posarsi abbastanza facilmente all'apposito scalino sui lati del telaio porta. A questo punto usiamo l'apposita fascia per dare sostegno ai muri lungo la circonferenza. Fisseremo una estremità all'apposito anello d'acciaio posto nella parte interna del telaio. Da qui facciamo passare la fascia all'esterno del primo muro (come da disegno), facciamo rientrare la fascia propriamente dove le pareti si uniscono. Trova la giusta circonferenza, lascia che le pareti abbiano una certa morbidezza, tutta la struttura prenderà corpo e tensione in seguito (dopo che i travetti saranno sistemati).

Adesso si passa all'interno. Calcola dove sarà la parte anteriore della corona e sistemala di conseguenza, poi lega i supporti alla corona, dei supporti dritti avranno una legatura centrale ad uno dei raggi del tonoo (corona) mentre dei supporti tondi che seguono la circonferenza del tonoo vanno legati direttamente alla corona o fissati a appositi agganci.
Posiziona i piedi dei supporti al centro della yurta e legata la corda rossa al centro del tonoo saremo pronti per issare.
Adesso normalmente due persone posano un piede rispettivamente sulla base dei supporti e aiutano ad issare il tonoo, e successivamente a sostenerlo in equilibrio al centro del grande cerchio, una terza persona usa la corda per aiutare a far salire la corona.
Questa fase richiede attenzione e centratura. Immediatamente chi ha sollevato il tonoo con la corda esce dalla yurta e sistema velocemente dei travetti facendoli entrare negli appositi buchi della corona e fissandoli alla parte alta dei muri.
Questa operazione va fatta velocemente, basta fissare una quindicina di travetti in posizioni equidistanti lungo la circonferenza, quello che vogliamo adesso è che la corona si sostenga da sola, senza l'aiuto delle due persone ancora dentro la yurta che sostengono il tonoo.
Particolare attenzione devono porre le persone ancora dentro la yurta in questa fase, perché ci sono probabilità che i travetti possano fuoriuscire dalla sede nella corona, è consigliato infatti che chi regge la corona (1 o due persone) stia verso il centro, sotto la corona stessa.

Quando la struttura è abbastanza stabile tutti possono uscire ed aiutare a sistemare i travetti.
Adesso dovremo contare per capire dove vanno posti esattamente i travetti. Possiamo decidere di sistemare già i travetti sulla porta, saranno quelli diversi da tutti gli altri e di fissare la corda che unisce corona e telaio, oppure lasciare questa fase per ultima e contare dove andrà a congiungersi il primo travetto delle pareti al tonoo.
Fatto questo si può procedere tranquillamente a sistemare il resto dei raggi. Io ne metto due, salto due poi ne metto due e via così lungo la circonferenza. Questo per permettere alle forze di distribuirsi equamente.

Questo è il momento di fare delle correzioni, se la corda che regge le pareti è troppo stretta, i travi ad un certo punto faticheranno ad entrare, (non avranno abbastanza spazio) oppure all'opposto se la corda è troppo blanda non ci sarà una giusta tensione ed i pali potrebbero scivolare dal buco del tonoo.
Quindi apportare le giuste modifiche (le prime volte si sperimenta, in seguito si inizierà a sviluppare una sensazione ed anche preferenza su quanto va tesa la fascia).

Adesso se tutto è andat bene possiamo fermarci ed ammirare la struttura in legno ben sistemata.

Procediamo con gli strati esterni. prima quello interno in cotone. Andrà prima piegato propriamente e poi posto sopra i travi della porta e steso lungo la lunghezza dei travi prima, poi aperto per coprire il cono del tetto.
In altri casi si possono usare due corde legate a due lembi distanti un paio di metri tra loro, lungo la circonferenza dello strato conico, poi lanciate sopra il tetto da una parte all'altra della yurta.
Una persona isserà usando le corde l'altra aiuterà dalla parte opposta, facendo in modo che il tessuto non si impigli al bordo tra muro e travetti.

Per il feltro invece si procede issando lo spicchio giustamente piegato e lo si stende lungo il cono, segui il disegno per piegare propriamente il feltro prima di issarlo sul tetto. Le pareti di feltro sono relativamente più semplici da sistemare se c'è lo spazio necessario attorno alla yurta, se siamo su una piattaforma senza spazio per poter camminare intorno alla yurta e c'è un grande dislivello dal terreno al muro, questa semplice operazione diventa un'impresa, per questo insisto sempre nel progettare pedane per la yurta pensate per facilitare il montaggio, quindi con una parte percorribile nella circonferenza.

Passiamo poi allo strato impermeabile di pesante tessuto. Anche questo di due pezzi, un tetto conico e una o due pezzi per la parete. Andrà piegato, issato sul tetto e steso propriamente e fissato con le corde apposite.

Per concludere dobbiamo coprire la yurta con lo esterno anti UV. Essendo un pezzo unico io generalmente lo isso con corde come già descritto. Calcola bene dove cadrà l'apertura per la porta, è meglio spendere un po' di tempo in più per prepararci all'operazione, che cercare di ruotare l'intero strato in seguito per fare coincidere le aperture.

Adesso fissiamo gli strati con le tre apposite corde lungo la circonferenza esterna della yurta. Queste andranno fissate agli appositi anelli sul telaio porta e stretti lungo la circonferenza.

Infine lo "urgh", che può avere forma di triangolo, o quadrato a seconda che serva per coprire completamente o solo metà corona, La sua funzione può essere associata allo scuro di una finestra tradizionale, oltre che essere fondamentale per l'ancoraggio della hyurta.
Lo urgh deve poter essere mosso facilmente. Le corde legate ai suoi angoli vanno propriamente passate sulle fasce (lacci) laterali e all'estremità della corda va fissata una pietra, vicino al terreno (le pietre possono essere anche sospese sul lato del muro tenendo lo urgh particolarmente teso in caso di forti venti. Lo urgh serve naturalmente anche per chiudere la corona in caso di pioggia, e può essere fatto scivolare lungo il soffitto sino a liberare completamente l'apertura della corona nei giorni assolati per lasciare che la luce penetri all'interno della yurta.

E' sempre meglio lasciare la corda rossa fissata al centro della corona nella parte interna della yurta, infatti in caso di violenti temporali o tempeste o trombe d'aria va immediatamente fissata una pesante pietra che ancorerà la yurta al terreno, quindi prevedete di avere sempre nelle vicinanze la grande pietra, potrebbe rendersi indispensabile in certe circostanze.

Alcune indicazioni finali: meglio non posarsi col corpo, esercitando pressione alle pareti della yurta o ai supporti della corona, tradizionalmente non si pesta il bordo inferiore dell'entrata, la parte bassa del telaio, ma lo si scavalca entrando nella yurta. Naturalmente attenzione alla porta che è più bassa di quelle a cui siamo abituati, ma sopratutto godetevi la vostra yurta. Noi vi auguriamo una vita felice nella vostra gher, in tutte le stagioni, nelle mattine di primavera, le serate al tramonto d'autunno, nella calda brezza dell'estate e nella neve dell'inverno...

Un ringraziamento particolare a Froit per aver ispirato questa guida. Se decidete di acquistare una nostra yurta vi forniremo la versione integrale ed approfondita della guida, oltre naturalmente a spiegarvi ed ad aiutarvi di persona a montare per la prima volta la vostra nuova yurta.

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Struttura della Yurta

Scopriamo velocemnte come è composta la struttura di una yurta, ed i nomi in lingua originale delle parti che la compongono.

Struttura della Yurta

Nel disegno notiamo come appare una yurta "chiamata in lingua mongola "Ger o Gher" senza gli strati di teli e feltro. Lo possiamo definire lo scheletro della yurta.
Per capire meglio come è composta una yurta, potremmo rapportare la sua struttura a quella di un essere vivente, da questa prospettiva notiamo allora i muri chiamati in MongoloHan che diventano lo scheletro portante, uniti tra loro a formare un cerchio, con una porta intelaiata Hallakh rivolta a sud.
Le colonne centrali, generalmente 2 che in mongolo vengono chiamate Bagan divengono la colonna vertebrale, da queste viene sorretta la corona centrale, chiamata Tonoo.
Dal Tonoo si irradiano nella circonferenza dei travetti chiamati Un che vanno solitamente da un minimo di 66 a più di 120 pezzi per yurta, a seconda delle dimensioni.
Questi ultimi potrebbero essere rappresentati come le costole o il diaframma toracico.
La struttura di legno viene poi coperta da sucessivi strati di tessuti, il primo di tessuto bianco che diventerà il rivestimento interno, a vista sotto il legno.
Su questo vengono posati strati di Feltro, I veri propri muscoli della yurta. Questo strato è fondamentale, e senza di esso la struttura per quanto bella non potrebbe essere chiamata "Yurta".
Il feltro oltre a isolare dal freddo e dal calore ha la funzione di tenere compatta e integra la struttura, e visto il peso che ha anche di ancorarla in parte.
Sopra il feltro viene lo strato impermeabile, fondamentale per i nostri climi umidi completamente diversi da quello secco della Mongolia.
Noi montiamo un tessuto di provvenienza scozzese nelle nostre yurta, sia quelle costruite in Italia che quelle provenienti dalla Mongolia.
Questo tessuto di Cotone/poliestere molto peasnte e spesso è il migliore materiale che abbiamo sperimentato, è estremamente impermeabile ed ignifugo, pur mantenendo traspirabilità, essenziale per evitare la formazione di condensa nello strato sottostante di feltro, che potrebbe danneggiare la lana.
Infine sopra lo strato impermeabile viene montato un ultimo strato di tessuto resistente ai raggi UV, un monofilamento di polyester, serve anche per dare il tipico colore bianco alla Yurta e per proteggere il prezioso strato impermeabile dai dannosi raggi utravioletti.
Tutti questi strati sono poi fissati con delle resistenti fascie alla circonferenza, lungo i muri della gher, sono come dei tendini con lo scopo di contenere e rinforzare la struttura interna e i vari strati.
Un quadrato di tessuto impermeabile Urkh viene sistemato sopra il tetto e fissato alle estremità con quattro corde.
Questo pezzo serve per coprire la corona quando piove ed impedire all'acqua di penetrare all'interno della yurta, ed ha anche la funzione di ancorare la yurta a terra, quando il vento soffia forte.
Tutta la Yurta è poi aancorata a terra con delle pesanti pietre, e mai vengono usati picchetti.
Al centro della ger come il cuore in un essere umano c'è la Dzog, la stufa e cucina contemporaneamente, intorno a cui la vita ruota nella yurta.